{"id":647,"date":"2015-03-07T10:58:16","date_gmt":"2015-03-07T09:58:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piacenzabricks.it\/?p=647"},"modified":"2021-04-15T21:36:40","modified_gmt":"2021-04-15T19:36:40","slug":"q-bricks-i-mattoncini-italiani-e-la-storia-di-daniele-bisello","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piacenzabricks.it\/?p=647","title":{"rendered":"Q-Bricks. I mattoncini italiani e la storia di Daniele Bisello"},"content":{"rendered":"<p>Oggi voglio raccontarvi una storia. Quando nel 1958 LEGO introdusse sul mercato i suoi mitici mattoncini,\u00a0Daniele Bisello era solo un bambino. Come molti ragazzini suoi coetanei crebbe coltivando la passione per le costruzioni e per quegli incredibili giocattoli che gli consentivano di dare forma alla sua fantasia.\u00a0A partire dagli anni&#8217;80 iniziarono a fare la loro comparsa sul mercato alcuni concorrenti di LEGO che, approfittando del fatto che i brevetti principali erano scaduti, provarono a creare mattoncini compatibili. Anche\u00a0Daniele Bisello, forte di una lunga esperienza come\u00a0tecnico specializzato nei materiali plastici, tent\u00f2 di realizzare una copia tecnicamente all\u2019altezza dell\u2019originale LEGO.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca LEGO stava ancora combattendo nei tribunali di mezzo mondo per proteggere il proprio prodotto, cos\u00ec i mattoncini compatibili progettati da\u00a0Daniele Bisello rimasero nel cassetto.\u00a0La produzione fu sospesa fino all\u2019emissione dell\u2019ultima sentenza da parte della corte UE nel 2010.<\/p>\n<p>I mattoncini italiani erano gi\u00e0 comunque conosciuti da un discreto numero di persone. Qualcuno li chiamava Klix, altri Quix&#8230; Oggi i mattoncini LEGO-compatibili di\u00a0Daniele Bisello si chiamano Q-Bricks e vengono venduti online nei formati classici\u00a04&#215;2, 4&#215;1, 2&#215;2, 2&#215;1, 1&#215;1, in tantissimi colori e in quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Il protagonista di questa avventura imprenditoriale descrive cos\u00ec il suo prodotto e gli stampi che aveva realizzato negli anni&#8217;80. &#8220;Dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni quegli stampi realizzati a fine anni \u201980, conservati con cura e attenzione, riprendono oggi a funzionare, e denotano la loro et\u00e0 solo per il fatto di essere una copia del primo e pi\u00f9 robusto LEGO, con pareti di spessore pari a 1,6 mm. Infatti il modello di LEGO attualmente presente sul mercato presenta le pareti assottigliate a 1,2 mm ed \u00e8 dotato di costina centrale di rinforzo. Questo modello \u00e8 utilizzato tutt\u2019ora in tutte le costruzioni LEGO ed \u00e8 quello copiato anche dalla maggior parte degli altri concorrenti, produttori di LEGO-compatibile. Il modello attuale risulta pi\u00f9 flessibile, ma pi\u00f9 debole. I miei mattoncini hanno quindi la caratteristica di robustezza del LEGO originale degli anni \u201860. Sono pertanto adatti agli appassionati di \u201cvintage\u201d, che prediligono una struttura semplice e robusta, atta soprattutto a realizzare grandi costruzioni molto stabili.&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi voglio raccontarvi una storia. Quando nel 1958 LEGO introdusse sul mercato i suoi mitici mattoncini,\u00a0Daniele Bisello era solo un bambino. 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